sabato 26 marzo 2011

Si scrive acqua ma si legge democrazia

Cari amici,
come forse già sapete, in giugno -cioè il più tardi possibile e dopo che già ci saranno stati due turni elettorali primaverili, nel tentativo di fare andare deserte le urne, si terranno quattro referendum, due dei quali per chiedere che l'ACQUA TORNI AD ESSERE PUBBLICA (forse non lo sapete, ma di fatto è stata già privatizzata).
Faccio parte del Comitato promotore per i referendum sull'acqua, quello che per la prima volta nella storia, in poco più di un mese, ha raccolto oltre 1.400.000 firme.
Ora viene la parte più difficile: BISOGNA ANDARE A VOTARE PER RAGGIUNGERE IL QUORUM. Siccome avremo tutti contro: destra, sinistra, grande stampa, televisioni e potentati economici, dobbiamo mobilitarci per non farci fregare! Dobbiamo in buona sostanza convincere tutti quelli che conosciamo non solo ad andare a votare, ma ognuno di essi a parlarne a sua volta con tutti quelli che conosce. Credo sia l'ultima occasione che abbiamo di agire la democrazia, se non daremo un segnale forte e dal basso che siamo in grado di mobilitarci su cose importanti come il principio che l'acqua è un bene comune essenziale e in quanto tale nella disponibilità di tutti, i potentati economici e la classe politica saranno legittimati a credere che possono vieppiù continuare a fare i propri comodi.
Avete capito che NON mi presento alle elezioni e che non vi chiedo voti: allora cosa vi chiedo?
Parlatene in famiglia, con gli amici, i colleghi, fate girare questa e-mail (magari arricchendola o modificandola come vi pare) come la catena di Sant'Antonio chiedendo a chiunque la riceve di rimetterla in circolo, i più giovani attivino il tam-tam su facebook, visitate i siti www.referendumacqua.it e www.acquabenecomune.org, contattate il comitato promotore più vicino a casa vostra per prendere parte attiva a tutto ciò che faremo da ora fino alla data del voto. Abbiamo fra l'altro bisogno di sottoscrizioni perché, a differenza dei partiti che straboccano dei nostri soldi, dobbiamo autofinanziarci per affrontare la campagna referendaria (tranquilli, i soldi che racimoleremo saranno restituiti col rimborso elettorale che ci toccherà in caso di raggiungimento del quorum).
Datemi un segnale, io per i prossimi tre mesi non farò altro che occuparmi di questo, cercare di portare più gente possibile a votare SI ai referendum sull'acqua pubblica, perché è chiaro che se raggiungiamo il quorum li seppelliremo sotto una valanga di SI. Contattatemi per posta elettronica o al 3482693345, perché ricordatevi:

SI SCRIVE ACQUA MA SI LEGGE DEMOCRAZIA.

Pino Angelastro

lunedì 14 marzo 2011

Rimembranze e autocoscienza

1. Ma che fine avrà fatto il nostro eroe?
2. Siamo significativamente migliorati nel messaggio e nei contenuti rispetto ad allora?
3. Non trovate meravigliosamente dissonante l'accostamento dell'Inno di Mameli con l'idioma del'ineffabile? (un po' come quelle auto che veramente sono troppo brutte ma le guardi con com-passione, e in fondo vuoi loro davvero bene?  

martedì 8 marzo 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

Comunicato del Poligrafico (vecchio, ma sempre attuale)

Sono pervenute lamentele per il pessimo funzionamento del francobollo da € 0,41, emesso il 10 febbraio 2001.
Si ricorda che per attaccarlo su una cartolina occorre sputare sul tergo (alias: sul "dietro", sul "lato B", sulle "terga") e non sulla faccia...
Salivazione abbondante, mi raccomando!


giovedì 17 febbraio 2011

Grazie Gramellini

Nella primavera del 2007, a Palermo, un alunno di scuola media aveva canzonato un compagno, dandogli simpaticamente del finocchio e facendolo simpaticamente piangere davanti a tutta la classe. La vecchia professoressa di lettere si era accanita contro il mattacchione e, anziché spedirlo ai provini di «Amici», lo aveva messo dietro il banco a scrivere cento volte sul quaderno «io sono un deficiente». Lui aveva scritto cento volte «deficente» senza la i, dimostrando così di avere le carte in regola per sfondare non solo in tv ma anche in Parlamento. Poi era corso a lamentarsi da papà, che di fronte all’affronto intollerabile inferto al ramo intellettuale della famiglia aveva denunciato la prof ai carabinieri, non prima di averle urlato in faccia: «Mio figlio sarà un deficiente, ma lei è una gran ....».

C’è voluto del tempo per ottenere giustizia, però ieri alla fine l’aguzzina è stata condannata: un anno di carcere con la condizionale per abuso di mezzi di disciplina, nonostante l’accusa avesse chiesto solo 14 giorni. Che vi serva da lezione, cari insegnanti. La prossima volta che un alunno umilierà un compagno di fronte a tutti, aggiungete al coro il vostro sghignazzo e non avrete nulla da temere. A patto che l’umiliato non si impicchi in bagno, come altre volte è accaduto, perché allora vi accuseranno di non aver saputo prevenire la tragedia. E il simpatico umorista di Palermo finalmente vendicato? Lo immaginiamo ormai cresciuto, tutto suo padre, intento a scrivere cento volte sul quaderno «io sono intelligiente» e stavolta senza dimenticare la i.

Da La Stampa, 17/02/2011 (Buongiorno di M. Gramellini)

mercoledì 16 febbraio 2011

Piccole cose che rendono felici!

Cambi di consonante...

Luca Cordero di Montezemolo viaggia sull'autostrada con la sua nuova Ferrari
rossa oltre ogni limite di velocità. Improvvisamente dallo specchietto
retrovisore vede arrivare da lontano Silvio Berlusconi sopra una biga, stile
Ben Hur. Berlusconi supera Montezemolo e lo sperona, devastandogli la
fiancata della Ferrari. I due si fermano. L'ex presidente di Confindustria
scende dalla macchina arrabbiato come una iena e tuona:
«Insomma, possibile che tu non permetti a nessun altro di cor­rere in santa
pace?». Berlusconi, sorridendo: «E dai, non ti arrabbia­re così! Sai che ho
la lampada di Aladino e grazie a lei risolveremo tutto ». Il premier estrae
dalla tasca il mitico coccio e dice: «Strofinala e chiedi quello che vuoi.
Mi raccomando, grida perché il genio è vecchio ed è anche un po' sordo».
Montezemolo manipola la lampada; il genio esce. Luca urla con la sua
vocetta: «Voglio un miliardo, un miliardo di euro per rimettere a nuovo la
Ferrari». Un tuono scoppia e si aprono, in alto, le porte dei cieli. Dalle
nubi scende, precipitando, un oggetto: un biliardo, che si schianta sulla
Ferrari distruggendola definitivamente. Montezemolo, sconvolto, rimprovera
il genio: Vecchio rincitrullito, ho chiesto un miliardo, non un biliardo !
Il Cavaliere gli posa bonariamente la mano sulla spalla e sorridendo  dice:
«Te l'ho detto che è un po' sordo. Secondo te io gli ho chiesto una biga?»

martedì 15 febbraio 2011

Dall'Egitto...

Bel link, andateci:
http://www.youtube.com/watch?v=schIdC3LdLk

Nel frattempo, le cose sono già capitate...

Perché ancor prima delle "rivoluzioni" del mondo arabo, c'é già stato anche questo:


La Cina vuole ”collaborare con gli altri Paesi” nell’utilizzazione dei minerali chiamati ”terre rare” e non li userà come ”strumento di contrattazione” nelle trattative internazionali sul commercio. Lo ha affermato un portavoce del ministero dell’industria di Pechino, aggiungendo al tempo stesso che Pechino vuole allo stesso tempo ”salvaguardare” le proprie ”risorse naturali non rinnovabili”.
La Cina produce il 95% delle terre rare disponibili oggi nel mondo. Si tratta di 17 minerali che sono una preziosa fonte di energia pulita e sono usati in produzioni che vanno dai computer ai sistemi di controllo dei missili balistici. La Cina ha imposto delle quote, riviste periodicamente, alle esportazioni di questi minerali.
Nelle ultime settimane denunce di severe restrizioni alle esportazioni sono venuti da numerosi Paesi occidentali e dal Giappone. Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha affermato oggi che ”qualsiasi chiarimento sulla politica cinese riguardo alle terre rare sarà il benvenuto”.
28 ottobre 2010

Ecco la pericolosa foto... Avrebbe gli stessi voti?

Voilà: senza trucco e senza inganno!

Giusto ricredersi e riflettere, a volte

Certo che se qualcuno mi avesse detto che avrei consigliato di leggere un articolo di Montanelli, qualche anno fa, lo avrei preso per scemo (se non peggio), ma oggi lo faccio:
http://www.libertaegiustizia.it/wp-content/uploads/2011/02/LA-VOCE_venerd%C3%AC-23-dicembre-1994-n-236.pdf

6 Aprile: mozione per una nuova festa nazionale

Dato che questo non avverrà mai, per ovvi motivi:

facciamo uno scambio: si lavora per il 150° dell'Unità d'Italia e si va tutti davanti al tribunale il 6 aprile...

Bunga Bunga o San Valentino?


venerdì 11 febbraio 2011

Favoletta della sera

Come leggerete, era già chiaro sin dalla preistoria (Forza Italia, non Partito delle Libertà...)


Si racconta che quando Dio Padre creò il mondo, affinché gli uomini prosperassero, decise di concedere loro due virtù, e così fece.
- Gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi.
- Gli inglesi perseveranti e studiosi.
- I giapponesi lavoratori e pazienti.
- I francesi colti e raffinati.
- Gli spagnoli allegri e accoglienti.
Quando arrivò agli italiani si rivolse all'angelo che prendeva nota gli disse: "Gli italiani saranno intelligenti, onesti e di Forza Italia".

Quando terminò con la creazione, l'angelo gli disse: "Signore, hai dato a tutti i popoli due virtù, ma agli italiani tre... questo farà sì che prevarranno su tutti gli altri!"
"Per la miseria... è vero"! disse il buon Dio
"Ma, mio buon Angelo, tu sai che le virtù divine non si possono più togliere! Che gli italiani abbiano tre virtù, però... ogni persona non potrà averne più di due insieme!"
Fu così che:

- L'italiano che è onesto e di Forza Italia, non può essere intelligente.
- L'italiano che è intelligente e di Forza Italia, non può essere onesto.
E quello che è intelligente e onesto... non può essere di Forza Italia!

INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI! 
SE NON LO FAI ENTRO I PROSSIMI 5 MINUTI, TI SI INSTALLERA' UNA FOTO DI BERLUSCONI COME SFONDO DEL DESKTOP... PER SEMPRE!!!

Alla faccia degli abitanti dell'isola...

giovedì 3 febbraio 2011

E anche questa non poteva mancare!

La seduzione erotica delle suore... (notare le mani intrecciate, in preghiera...)

Spartito berlusconiano!

Ma almeno gli si drizzasse...:

Non costa niente, ed è importante!

https://secure.avaaz.org/it/democracy_for_egypt_m/?cl=936122979&v=8342
Milioni di egiziani coraggiosi si trovano di fronte a una scelta che segnerà il loro destino. In migliaia sono stati arrestati, feriti o uccisi nei giorni scorsi. Ma se continueranno le loro proteste pacifiche, potrebbero porre fine a decenni di tirannia.

I manifestanti hanno chiesto la solidarietà internazionale, ma la dittatura è consapevole della potenza dell'unione in momenti come questi, e infatti hanno cercato disperatamente di tagliare le comunicazioni degli egiziani con il resto del mondo e fra di loro spegnendo internet e i cellulari.

Le comunicazioni via satellite e via radio possono però ancora sfondare il blackout imposto dal regime: inondiamo quelle frequenze con un grido enorme di solidarietà per dimostrare agli egiziani che noi siamo dalla loro parte, e che chiederemo ai nostri governi di fare altrettanto. E' un momento decisivo, e ogni ora è cruciale: clicca sotto per firmare il messaggio di solidarietà, e inoltra questa e-mail a tutti: 



https://secure.avaaz.org/it/democracy_for_egypt_m
/97.php?cl_tta_sign=db81beaf18454b1e5e5f5b7766e5f096
 

Il potere dei cittadini si sta diffondendo in tutto il Medio Oriente. Nel giro di pochi giorni i manifestanti pacifici in Tunisia hanno abbattuto una dittatura che durava da 30 anni. Ora le proteste si sono propagate in Egitto, Yemen, Giordania e oltre. Questo potrebbe essere l'abbattimento del muro di Berlino del mondo arabo. Se la tirannia cadrà in Egitto, un'ondata di democrazia potrebbe inondare l'intera regione.

Il dittatore egiziano Hosni Mubarak ha provato ad annientare le manifestazioni. Ma con un coraggio e una determinazione incredibili, i manifestanti non si sono fermati. 

Ci sono momenti in cui la storia è scritta non dai potenti, ma dalla gente. E questo è uno di quelli. Le azioni di egiziani comuni nelle ore a venire avranno conseguenze enormi in tutto il paese, nella regione e nel mondo. Salutiamoli con la promessa di stare dalla loro parte in questa battaglia: 

https://secure.avaaz.org/it/democracy_for_egypt_m
/97.php?cl_tta_sign=db81beaf18454b1e5e5f5b7766e5f096
 

La famiglia di Mubarak ha lasciato il paese, ma la scorsa notte ha ordinato ai militari di occupare le strade. Ha minacciosamente promesso tolleranza zero per quello che lui chiama "caos". In ogni caso, la storia sarà scritta nei prossimi giorni. Approfittiamo di questo momento per dimostrare a tutti i dittatori del mondo che non potranno durare a lungo contro il coraggio dei popoli uniti. 

Con speranza e ammirazione per gli egiziani

Capisaldi della storia italiana

???Evoluzione??? della specie...

lunedì 3 gennaio 2011

mercoledì 10 novembre 2010

Per molti, ma non per tutti


Berlusconi porta in campagna due illustri ospiti: il Primo Ministro indiano ed il Primo Ministro turco. I tre, dopo un po’, si accorgono di aver perso l’orientamento, e vista l’ora tarda Silvio prende in mano la situazione.
-         Consentitemi, cari colleghi, ho intravvisto una fattoria dove troveremo un rifugio sicuro.

TOC TOC
-         Chi è? chiede la voce del proprietario
-         Sono Berlusconi, e ci siamo persi! Ci ospiterebbe per una notte?
-         Volentieri, ma ho solo 2 posti, uno dovrebbe andare a dormire nella stalla.
-         Nessun problema, andrò io -si offre il ministro indiano. Buonanotte...

TOC TOC...
-         Chi è?
-         Sono il Ministro indiano, nella stalla c’è una mucca ed io non sono degno di dormire nello stesso luogo dove dorme un animale considerato sacro dalla nostra religione.
-         Nessun problema, andrò io, dice il Premier turco. Buonanotte...

TOC TOC...
-         Chi è?
-         Sono il Ministro turco, nella stalla c’è un maiale e la nostra religione vieta di stare nella stesso luogo di un animale impuro.
-         E va bene, andrò io -si fa avanti Berlusconi.

TOC TOC...
-         Chi è?
-         Siamo la mucca e il maiale...

Delirio di onnipotenza, sempre!

lunedì 8 novembre 2010

ChiamaSilvioBeghelli

Problemi con la questura? Fermo di polizia per furto? È mezzanotte e non sapete dove procurarvi un tanga? Attivate subito il vostro ChiamaSilvioBeghelli.
Con ChiamaSilvioBeghelli ogni problema è risolvibile in meno di due ore, in modo semplice ed efficiente. Una volta attivato il vostro ChiamaSilvioBeghelli, il Premier in persona chiama l'ufficio pubblico che vi sta creando dei problemi (questure, agenzia delle entrate, vigili urbani, poste, ferrovie...) assicurando al funzionario di turno che siete la biscugina di Roosevelt, la zia di Lukashenko, la nipotina di Mubarak, la pronipote di Greta Garbo. Contemporaneamente, un funzionario pagato dai cittadini, magari addirittura un consigliere regionale, tipo Nicol Minetti, viene a togliervi dai guai. Chi ha usato ChiamaSilvioBeghelli ha risolto ogni problema, basta guardare i numerosi testimonial.
M.C. era una soubrette di seconda fila costretta a farsi fotografare seminuda: ha azionato il ChiamaSilvioBeghelli ed è diventata ministro. M. B. era una venditrice di salmone, ha attivato il suo ChiamaSilvioBeghelli ed è diventata ministro pure lei. N.L. era una ragazzina di Caserta, ha attivato il ChiamaSilvioBeghelli ed è diventata una reginetta del jet-set.
Visto? Procuratevi subito il vostro ChiamaSilvioBeghelli, l'alternativa sicura al welfare state. ChiamaSilvioBeghelli è facile, rapido intuitivo. Digitare 1 per interventi sulle forze dell'ordine. Digitate 2 per partecipare alle feste di Arcore. Digitate 3 per farvi regalate un Rolex e settemila euro.
ChamaSilvioBeghelli, un'alternativa semplice e funzionale al dissolvimento dello stato e della decenza. Avvertenze. Leggere attentamente le istruzioni all'interno del tanga di piume di struzzo. Non funziona contro le valanghe o le frane, per quello c'è l'efficiente ChiamaBertolasoBeghelli, che può anche crearvi una discarica in salotto in meno di mezz'ora.

lunedì 1 novembre 2010

Meditate gente, meditate...

Il motto di Google, come si sa, è don't be evil (non essere malvagio) ma, probabilmente, sottintende anche un don't be stupid. Dal 2007 in qua, infatti, è riuscita a risparmiare 3,1 miliardi di dollari in tasse sui profitti generati all’estero che avrebbe dovuto versare agli Stati Uniti se non avesse trovato un sistema, un po’ contorto ma sicuramente legale, per aggirare il fisco.
Il sistema si basa su due stratagemmi dai nomi accattivanti come
Doppio Irlandese e Panino Olandese e consiste nel creare una serie di società per gestire i flussi di denaro in maniera tale da pagare meno tasse possibile: in pratica, alla fine Google sui profitti esteri paga circa il 2,4%.
Google concede in licenza la proprietà intellettuale a Google Ireland Holdings che, nonostante il nome,
ha sede alle Bermuda. Questa possiede Google Ireland Limited, che invece ha sede proprio in Irlanda e riceve i pagamenti per la pubblicità in Europa, Medio Oriente e Africa. Con questi soldi paga le royalty a Google Ireland Holdings, che detiene la proprietà intellettuale, ma non direttamente (altrimenti pagherebbe molte più tasse): il denaro passa prima in Olanda -presso la Google Netherland Holdings- e così, grazie alla legislazione favorevole sui trasferimenti di denaro, approda quasi tutto (circa il 98%) alla Bermuda.
Google non è certo l’unica ad adottare un percorso così complicato per evitare tasse molto più alte di quelle che effettivamente paga, ma
sembra che sia la migliore in questo campo.
C’è chi dice, infine, che tutto ciò appanni
la fama di “azienda buona”che il maggior motore di ricerca s’è costruita negli anni... Voi che ne dite
?

lunedì 25 ottobre 2010

Silvio NON è il peggiore!!!


Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po' come è andata a finire ! :
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498.
 
  Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :
Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio.  È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e  percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio . Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese . C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza , se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.
Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.

Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno. 

Per maggiori informazioni ecco il link al sito di Borghesi con il discorso:
  http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=314&Itemid=35 

mercoledì 13 ottobre 2010

martedì 12 ottobre 2010

domenica 10 ottobre 2010

Mission Impossible? No grazie

Archeologia e ricerca alla portata di tutti, per soddisfare curiosità e misteri destinati altrimenti a rimanere tali:
https://sites.google.com/site/geoforconsulting/

sabato 9 ottobre 2010

Altre riflessioni

Il volto di Concetta, lo sguardo pietrificato e sconvolto, davanti alle telecamere. E a noi. Il volto di Concetta: la bocca semiaperta, l’espressione attonita, la sofferenza che non si metabolizza. È successo mercoledì notte e dall’altra parte dello schermo c’eravamo noi, un frammento di Italia: un po’ solidale un po’ guardona. Di nuovo, per la seconda volta nella nostra storia -dopo la notte di Vermicino- una morte in diretta. Di nuovo una maratona di “teledolore” che ci frigge nella carne, una madre che apprende la morte della figlia e la colpevolezza del cognato in pochi minuti, esponendo il suo sconcerto, costretta a mostrarsi indifesa al mondo. Quanti segni da decifrare in quella inquadratura. Concetta nel tinello della casa di sua sorella, apprende in quel momento dalla tv, che è anche la casa dell’assassino di sua figlia. Siede al fianco di sua nipote. Che però, apprende in quel momento dalla tv, è anche la figlia omertosa che forse proteggeva il padre. E che forse lo subiva: nipote complice e vittima. Scopre tutto questo e noi lo scopriamo con lei, in un gioco perverso: lo spettacolo sono le notizie, ma anche il modo in cui rimbalzano sul suo viso: se piange, se tace, se si dispera, se capisce o soccombe. In mezzo il grande circo di una provincia contadina: la difficoltà di difendersi di una famiglia semplice, che dopo aver guardato per anni la TV, ci si ritrova dentro, masticata e digerita.In mezzo -come lampi di una telenovela tragica- ingenuità e violenza: un avvocato che non riesce a proteggerti, i filmini matrimoniali dello zio-cognato-assassino, le interviste bugiarde in cui piangeva come un vitello, lanciando appelli lacrimevoli e depistanti: “Torna Sarah!!” E le domande della Sciarelli alla figlia: “Quelli erano i giorni felici, vero?” La cosa più pericolosa, mentre un intero paese deve ancora metabolizzare il trauma di questa angoscia spettacolarizzata è la violenza della TV del dolore, così calda protettiva e rassicurante mentre la ingerisci, così dolorosa quando spegni. La cosa più facile e sbagliata, invece, è cercare un capro espiatorio per autoassolversi. Oppure dare la caccia a “un mostro”, liberarsi del dolore tramutandolo in rabbia, magari invocando corda e sapone, un linciaggio che lavi con il sangue le macchie oscure. Nessuno di noi, soprattutto i giornalisti TV -io che scrivo- sa cosa significhi trovarsi a bordo di un treno in corsa mentre cadono le bombe. È difficile capire se Federica Sciarelli, la conduttrice di Chi l’ha visto?, che spesso è riuscita a muoversi con passo lieve in mezzo alle peggiori sciagure, sia consapevole sino in fondo del paradosso che il suo programma ha prodotto. La diretta era padrona di tutto: dei carnefici e delle vittime. Riceveva le notizie delle indagini in modo quasi reale, ma allo stesso tempo aveva “in ostaggio” le vittime. Lo faceva oggettivamente, perché “il telefonino non prende”, e allora nemmeno i Carabinieri riescono a parlare con Concetta: solo la TV può decidere se liberarla o meno. Allo stesso modo è difficile capire se la Sciarelli sia pienamente consapevole che chiedere a una madre se “vuole interrompere la trasmissione?” non ha senso. Quando le forze dell’ordine vanno a spiegare a qualcuno che suo figlio è morto -se fanno bene il loro lavoro- portano uno psicologo, danno assistenza, non fanno domande. Il volto di Concetta, quel maledetto telefonino senza campo, le sue parole spezzate: “Stanno trovando un cadavere… È assurdo…”. È vero che la conduttrice le dava la possibilità di tirarsi fuori. Ma è altrettanto vero che per 2 ore e 42 minuti lei era dentro, la più indifesa di tutti noi: un tempo interminabile, in cui le notizie sono deflagrate in studio fra smentite e conferme, come bombe a frammentazione: “Qui c’è il Quotidiano di Puglia che dice…”. “Qui l’Agi conferma”. Anche la Sciarelli entrava in quel tinello come una bomba: “C’è Sabrina? Vuole parlare?” La tv possedeva tutti i testimoni e tutti i personaggi del dramma, li “deteneva” (nel senso letterale) e anche quando loro si ritraevano dal suo sguardo ustorio, ci spiegava cosa accadeva, come in un reality: “Sabrina sta telefonando”, spiegava l’inviata. Ed era sempre lei a offrire un bicchier d’acqua a Concetta, non i padroni di casa. Dentro questa storia ci sono stereotipi antichi e piccoli misteri. C’è la differenza di classe, tra chi si può difendere dalla TV e chi non può. C’è il potere di controllo, che non si attenua concedendo la possibilità di uscita volontaria, ma che semmai si esalta nella forza suggestiva che ti spinge a dire no. Il vero mistero è proprio quel tinello. Perché la Sciarelli fa il programma a casa dello zio? “Perché lui era diventato -spiega- il cuore della storia”. Ma Michele era già sotto interrogatorio da ore. E la TV aspettava il suo ritorno, interrogando la sua famiglia e portandogli a casa la sua vittima. Però c’era una cosa che forse si doveva fare prima. Quando la Sciarelli ha saputo la verità su Sarah, non doveva, come ci ha raccontato , “provare a prolungare la trasmissione nella speranza che arrivasse una smentita”. Doveva chiudere il collegamento, liberarla, liberarci. Avere la forza di toglierci il nostro macabro spettacolo. Per il bene di Concetta. E anche per quello di noi, i guardoni di casa.
Luca Telese

Un po' di riflessioni

Siamo tutti vittime della stessa macchina. La macchina del dolore, che si nutre di casi umani e in cambio macina numeri dell’Auditel, quelli che fanno la gioia e il fatturato dei pubblicitari. Loro, i burattinai. Gli altri -giornalisti, pubblico, ospiti- i burattini. Colpevoli, naturalmente, ma solo di non avere la forza di strappare il filo. Federica Sciarelli è una giornalista in gamba e una persona perbene, ma forse ha mancato di freddezza. Avuto sentore della notiziaccia, avrebbe dovuto mandare la pubblicità e soltanto dopo, lontano dalle luci della diretta, rivolgersi alla madre in pena, invitandola ad allontanarsi dal video e a chiamare i carabinieri. Una questione di rispetto, ma in questa società di ego arroventati chi ha ancora la forza e la voglia di mettersi nei panni del prossimo, guardando le situazioni dal suo punto di vista?
Noi giornalisti siamo colpevoli di abitare il mondo senza provare a cambiarlo ed è una colpa grave, lo riconosco.
La consapevolezza del potere dei media accresce le nostre responsabilità, ma non può annullare completamente quelle degli altri. Mi riferisco anzitutto agli ospiti dei programmi. Il presenzialismo televisivo della mamma di Sarah ha l’attenuante della buona fede. Ma fino a qualche anno fa i parenti delle persone scomparse andavano in tv per il tempo minimo necessario a leggere un comunicato o pronunciare un appello. Poi si ritiravano nel loro sgomento. Adesso non trovano di meglio che bivaccare per giorni e giorni in tv: non davanti al video ma dentro. Spalancando alla prima telecamera di passaggio la stanza della figlia scomparsa e accettando di partecipare a una trasmissione come «Chi l’ha visto?» dalla casa del cognato, sul quale in quel momento già gravavano forti sospetti.

Non accuso la signora, è cresciuta con questa tv che sembra onnipotente, nel vuoto che c’è. Una tv che è vita meglio della vita e in cui il Gabibbo ha preso il posto del poliziotto, «Forum» del pretore e «Chi l’ha visto?» del detective Marlowe. Mi limito a riconoscere in quelle come lei la vera carne da macello televisivo. Carne che si immola volontariamente, nella convinzione che oggi la televisione possa darti tutto, persino tua figlia. Giornalisti emotivi, tronisti del dolore. Il ritratto di famiglia è quasi completo. Manca l’ultimo tassello, forse il più importante. I telespettatori. Le tante prefiche guardone che sputano sentenze dal salotto di casa. Ah, quanta sacrosanta indignazione! Peccato che durante il melodramma il pubblico di «Chi l’ha visto?» sia più che raddoppiato. Erano talmente occupati a indignarsi che si sono dimenticati di compiere l’unico gesto che potrebbe davvero cambiare questo sistema fondato sul pigro consenso del popolo: spegnere il televisore.
Massimo Gramellini

venerdì 8 ottobre 2010

Fatemi godere, giovani

El pueblo, unido, ... Fate tanto casino, siete i padroni del vostro domani.
Che vi sia chiaro il nemico di tutti, giovani e vecchi: