giovedì 4 giugno 2009

Forza Enzo e forza SERINT!!


Chi lavora bene viene premiato, ed è giusto darne merito!!!
Guardate e leggete qui un bell'esempio:








e una piccola sintesi di cosa è stato...:
Si è svolta ieri a Milano la settima edizione del Sodalitas Social Award, il premio nazionale che si rivolge alle imprese, alle associazioni imprenditoriali, ai distretti industriali che sono concretamente impegnati in progetti di responsabilità sociale. Tra i finalisti altre tre imprese riminesi: Focchi, per la categoria Partnership nella comunità, Serint Group per il Premio Speciale Scuola con il progetto "So-stare al lavoro!" e Adriatica Acque per la categoria Innovazione di prodotto.

La forza della natura...



Una pianta di fico al terzo piano su un muro, a Napoli...





Sì, proprio al terzo....:
Presa dalla finestra della mia camera d'albergo, questa sera, di fronte a quel muro del cortile interno...

E ci sono, come vedete, anche altre piante/cespugli...

martedì 2 giugno 2009

venerdì 29 maggio 2009

Cronache visive di viaggio

Irresistibile...
Da un muro di Saronno, stamattina presto!!!

Ho dovuto fermare la macchina e scattare...

venerdì 15 maggio 2009

Prosegue la desistenza terapeutica

Link utile per tutti, e stavolta anche per vedere dal vivo...:

Invio gli articoli riguardanti il Simposio che sono comparsi oggi sui principali giornali.

Ricordo che domani sarà possibile vedere il Simposio in diretta live audio-video al seguente indirizzo http://www.desistenzaterapeutica.it/livestreaming.html

lunedì 11 maggio 2009

venerdì 8 maggio 2009

Ma come è possibile?

Avete ascoltato l'ultimo spot della Coca Cola? Ma quale faccia di tolla (alis, di bronzo, alias di culo) hanno a proporci il massimo delle finte bevande come il massimo della naturalità?
E pure con la bambina? E poi qualcuno parla male dei cinesi?

Lo sfruttamento dei minorenni e del cervello passa di lì... attenzione....
Usate il cervello...

NON BEVETE COCA, se volete fare davvero qualcosa di efficace...

domenica 3 maggio 2009

Meditate, gente, meditate...

Per non essere preda dei devastanti pessimismi, e contemporaneamente dei ciechi ottimismi -due facce della stessa medaglia di sistematica disinformazione cui siamo sottoposti, un modo c'é, e da tempo...:

venerdì 1 maggio 2009

giovedì 30 aprile 2009

Desistere da cure futili e inutili


Osservatorio. Introduzione del testamento biologico: favorevole il 78 %

Eutanasia, a Nordest 6 su 10 sono per il sì

Martedì 28 Aprile 2009,

 

di Cristiano Samueli*
     
     
      Di fronte alla domanda riguardante la scelta di morire, la mia prima considerazione è stata se coloro che hanno risposto fossero davvero coscienti di cosa andavano ad affermare. Questo perché la domanda suscita già una prima perplessità dato che non possono essere le persone a praticare l'eutanasia poiché altrimenti si tratterebbe di suicidio. D'altra parte con eutanasia non si può unicamente intendere il porre termine alla vita di un malato incurabile. Ecco che allora sorge il problema di definire il termine eutanasia.
     
(Segue a pagina 25)
     

     Ecco che allora sorge il problema di definire il termine eutanasia. Tutta la più recente riflessione bioetica identifica il concetto di eutanasia con qualsiasi azione che porta intenzionalmente e deliberatamente a morte il malato. Per eutanasia, nell'accezione più appropriata del termine, si deve quindi intendere esclusivamente la soppressione intenzionale della vita di un paziente. Il consenso che emerge dalle risposte, a mio avviso, ha tra le sue motivazioni il fatto che la maggioranza delle persone ignora totalmente l'esistenza di un approccio diverso e più fattivo rispetto all'eutanasia, ovvero quello della desistenza da cure inappropriate per eccesso. Il termine desistenza terapeutica è stato mutuato dall'Anestesia-Rianimazione, ambito della medicina in cui per primo si è sentito il bisogno di affrontare queste problematiche in maniera globale. In questo settore infatti è molto più pressante e drammatico il problema delle decisioni di fine vita nei confronti di un paziente morente. Desistere vuol quindi dire accompagnare questo tipo di pazienti verso la fine dando loro la migliore terapia del dolore e di supporto vitale, creando un rapporto medico-paziente chiaro ed efficace che riesca anche a decodificare le loro esigenze, costruendo inoltre una relazione positiva con la famiglia. Spesso il morente è portato a pensare all'eutanasia perché vede nella morte l'unica soluzione alle sue sofferenze ed è per evitare questo che il medico che desiste deve prestare attenzione al paziente terminale perché sapendo affrontare questi momenti di grave difficoltà si aiuta il malato a recuperare il senso della sua condizione. Dunque nessun accanimento terapeutico ma nemmeno un abbandono definitivo della persona, perché il medico continua comunque ad assistere il morente rispettandone la dignità ma senza travolgerlo con trattamenti di nessuna utilità. In strutture come gli hospice ospedalieri e domiciliari si mette in atto questo concetto di accompagnamento del malato agonizzante verso la fine della vita. Strutture, queste, che in realtà sono ancora troppo poche e che andrebbero implementate, mettendo in campo un progetto sanitario nazionale di ampio respiro e capace di rispondere a questa emergenza fino ad oggi fin troppo sottaciuta. Un dato esemplificativo su tutti: In Italia ogni anno oltre diecimila bambini contraggono una malattia che li porterà velocemente verso la fine della vita. Dati ufficiali dicono che meno del 5% di questi riesce a raggiungere un centro di cure palliative e di terapia del dolore. Gli altri spariscono nel mare degli ospedali a volte poco attrezzati per seguire loro ed i genitori, con tutte le conseguenze che ci si può facilmente immaginare. Su tutto il territorio nazionale esiste ad oggi un unico hospice pediatrico, in funzione a Padova dal settembre 2008. La desistenza terapeutica può essere il nuovo percorso che porta ad affrontare le problematiche di fine vita e dobbiamo tutti insieme sviluppare e delimitare questo concetto. È per questo che, grazie anche alla sensibilità del presidente dell'Ordine dei Medici di Venezia, dott. Maurizio Scassola, abbiamo organizzato il Secondo Simposio Nazionale sulle Decisioni di Fine Vita dal titolo "Etica dell'accompagnamento e desistenza terapeutica" che si terrà a Mestre il 16 maggio e che vedrà presenti personalità di alto livello.
      Alla luce di quanto detto, quali potrebbero essere i risultati di un sondaggio rispetto alla seguente domanda: è favorevole o contrario all'accompagnamento verso la morte del malato terminale? A voi la risposta.
      Cristiano Samueli
     
     
*Presidente Associazione Italiana per le decisioni
     
      di Fine vita (AIDeF).www.desistenzaterapeutica.it

lunedì 20 aprile 2009

sabato 11 aprile 2009

Un contributo per un mondo più pulito...
Invito a tutti ad essere presenti, se potete.


Presentazione Ufficiale IDRA 09

Mercoledì 29 Aprile Ore 11
Aula Magna - Politecnico di Torino
C.so Duca degli Abruzzi 24
Ready to be different

Info al:

sabato 21 marzo 2009

Resistere, resistere, resistere...

Ecco le ultime novità:

aidef2.jpg                                                                              

 

Mestre, 18 marzo 2009

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il testamento biologico del Governo è in contrasto con la scienza medica

 

Lo dicono oltre 400 medici di tutta Italia che hanno sottoscritto un appello che definisce il disegno di legge del Governo sul fine vita in contrasto con le basi scientifiche e deontologiche mediche. Il documento verrà consegnato ai Senatori Ignazio Marino e Felice Casson il 23 marzo a Venezia.

 

 

 

Il 23 marzo al Senatore Ignazio Marino ed al Senatore Felice Casson sarà consegnato alle ore 17.45 presso l’Aula Magna dell’istituto di Architettura dell’Università di Venezia un appello sottoscritto da centinaia di medici di tutta Italia con cui chiedono che non diventi esecutivo il disegno di legge sul fine vita proposto dal Governo perché lo ritengono in contrasto con la scienza e la deontologia medica.

 

Nello specifico, l'articolo 6 del disegno di legge Calabrò definisce l'idratazione e l'alimentazione artificiali come atti vitali per cui non possono essere rifiutati dal malato e non possono essere oggetto di dichiarazioni anticipate di trattamento.

In contrasto con questa impostazione, frutto di un approccio ideologico e non scientifico alla questione, oltre 400 medici italiani hanno sottoscritto un appello che invece sottolinea come bisogna riconoscere che la Nutrizione Artificiale è un trattamento medico, che essa può essere rifiutata anche attraverso una dichiarazione anticipata, e che in nessun caso può essere imposta coattivamente, in accordo con l’art. 32 della Costituzione. 

 

 “Imporre al paziente di accettare la Nutrizione Artificiale - dice il dott. Cristiano Samueli, medico e presidente dell’Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita - è come dire che una persona deve assumere qualunque farmaco gli prescriva il medico, o si sottoponga ad un intervento chirurgico anche se non lo vuole”.

 

“La Nutrizione Artificiale è universalmente considerata un trattamento sanitario medico - dice il dott. Davide Mazzon, Direttore di Anestesia all'Ospedale di Belluno e primo firmatario dell'appello - come ripreso più volte anche dalla Società Italiana di Nutrizione Parenterale, il cui presidente ha sottoscritto il nostro appello”.

 

Qui di seguito si possono trovare i due principali documenti che descrivono la Nutrizione Artificiale come un atto medico:

 

·        Precisazioni In Merito Alle Implicazioni Bioetiche Della Nutrizione Artificiale del 2007, in cui si dice: “… La Nutrizione Artificiale è da considerarsi, a tutti gli effetti, un trattamento medico fornito a scopo terapeutico o preventivo. La Nutrizione Artificiale non è una misura ordinaria di assistenza (come lavare o imboccare il malato non autosufficiente)…”;

 

·         Considerazioni della Federazione delle Società Italiane di Nutrizione del 2009, in cui si dice: “… La Nutrizione Artificiale, sia essa Enterale che Parenterale, va ritenuta a tutti gli effetti un Trattamento Medico riconosciuto da tutte le Società Scientifiche e Mediche specialistiche internazionali e nazionali…”;

 

“Se passa una legge sul testamento biologico che obbliga il malato ad essere nutrito artificialmente e il medico a non poter  esimersi da questo trattamento anche se il malato è contrario - continua il dott. Mazzon - si crea un evidente contrasto con il principio della volontarietà dei trattamenti sanitari, che il medico è deontologicamente obbligato a rispettare”.  

“È fondamentale garantire la libertà di scelta delle persone di decidere il proprio trattamento sanitario - riprende il dott. Samueli - come sancito dalla Costituzione”.

 

“Nella nostra società - concludono Mazzon e Samueli -  si parla sempre di qualità della vita, ma la civiltà di un Paese si misura anche attraverso la dignità che riusciamo a dare a chi si trova alla fine del proprio percorso esistenziale, rispettandone anche la libertà personale di poter rifiutare la nutrizione e l’idratazione artificiale attraverso le dichiarazioni anticipate di trattamento”.

 

Si possono ottenere maggiori informazioni sull’appello e sui sottoscrittori alla pagina web http://www.desistenzaterapeutica.it/appello_medici_del_9_febbraio_2009_.html